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Cuore, testa e carattere di Eleonora Guzzetti

Oggi mi trovo a utilizzare il blog, senza il permesso dei miei tre cari amici che si arrabbieranno molto, per raccontarvi una storia personale.

Oggi si parla di calcio, quello locale dei campi peggiori, e della lotta per la salvezza.

Ho conosciuto i ragazzi della Gerenzaneseun anno fa, poco prima di vincere meritatamente lo scudetto che consegnava l’accesso alla Prima categoria che mancava da tanto, troppo, tempo. Sono riuscita ad accompagnarli in alcune splendide vittorie, adottata come “la loro giornalista”, ho visto un gruppo meraviglioso di ragazzi esultare verso gli spalti gremiti di tifosi. Era la vittoria dello spareggio. Era l’accesso in Prima categoria.

C’era chi piangeva di gioia, chi non ci voleva credere ma urlava e rideva, chi è salito sul carro per poi scendere subito dopo e chi invece non ha mai voluto saperne di mollare. Ma è andato a conquistare quanto di più meritato.

L’arrivo in Prima non è stato come ci aspettavamo. E’ stata più dura del previsto, con la difficoltà di trovare la formula giusta per vincere e per riuscire a salvarsi. Così vi ho visti più arrabbiati, tesi e nervosi in campo e fuori. Si leggeva negli occhi di tutti la voglia di spaccare il mondo, ma la delusione per non riuscire a farlo. Eppure voi, avete stretto i denti e ci siete. In corsa, in lotta, ma soprattutto in piedi per la partita più importante.

Forse i tifosi che un anno fa riempivano gli spalti di Cantù sono diminuiti, qualche compagno si è lasciato prendere dallo sconforto o dalla golosità di una posizione migliore, qualche personaggio ce lo siamo lasciati alle spalle per tanti motivi. Ma voi ci siete. Undici leoni (e scusate ma sognavo da sempre di dirlo) e qualche bella tigre in panca. E tutti insieme possiamo farcela.

Ps. Se le cose generali vanno bene, mi permetto un paio di personalissime riflessioni perché così fanno i veri giornalisti.

Il primo da nominare è ovviamente Claudio Palumbo, il Cap anche per chi non scende sul rettangolo verde. Per aver tenuto botta anche nei momenti di maggiore difficoltà, propria e della squadra.

Menzione doverosa anche ad Andrea Franchi, coraggioso nel prendere le veci da leader in tanti momenti di questo campionato.

Più che d’obbligo un saluto all’immenso Francesco Corti, pilastro della squadra per età, esperienza e serietà. L’idea che possa essere la sua ultima partita in grigioblu non può far altro che dispiacere.

Ultimi solo sulla carta, insieme, Andrea Tanzi e Pietro Calegari. Costanti, presenti, capaci di abbassare la testa e di lavorare.

E allora, a Luino per provarci.

No Lele, non mi sono dimenticata di salutare te. Ma ancora non mi rassegno al fatto che il dirigente sportivo più in gamba della Prima categoria, sia alla sua ultima partita con la Gerenzanese. Sono orgogliosa di averti conosciuto.

 

link del blog: http://www.oltrelanotizia.it/2017/05/14/metteteci-il-cuore/

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