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27/02/2019 - Incontro arbitri-Gerenzanese per il fair play

Articolo tratto da Il Saronno - con foto della serata

GERENZANO – Il presidente Davide Rosio della Sezione Aia di Saronno, l’Associazione degli arbitri di calcio, ne è convinto e lo dice chiaramente: “Molte situazioni di tensione sul campo possono essere risolte, se non addirittura evitate, attraverso un dialogo costruttivo e rispettoso delle persone e dei ruoli tra arbitri, dirigenti, giocatori”.

L’incontro tra gli arbitri saronnesi, rappresentati dal presidente Rosio, dal vicepresidente Edoardo Piazza e dal designatore Stefano Giannotti e la Gerenzanese, presente tutto lo stato maggiore della società, si è sviluppato l’altra sera all’auditorium di via Manzoni attorno al concetto del dialogo e della conoscenza reciproca, messa al centro di un rapporto, quello tra giocatori e arbitri, fondamentale per il gioco del calcio. “Siamo grati e riconoscenti al presidente Rosio ed ai suoi collaboratori dell’Aia – è il saluto finale del presidente della Gerenzanese, Flavio Leardini – per la loro significativa presenza qui tra noi. Abbiamo assistito ad un incontro davvero interessante, costruttivo, che ci ha fatto conoscere meglio la realtà arbitrale e consentirà ai nostri giocatori e tecnici di vivere meglio il momento della gara”.

Il designatore Giannotti ha, in effetti, fornito elementi utili a meglio comprendere l’atteggiamento e le scelte di un arbitro: dalla preparazione alla gara ai movimenti ed alle priorità che egli deve seguire sul terreno di gioco, fino ai criteri di valutazione di alcune situazioni di gioco e della condotta dei calciatori. Interessante anche l’escursus di Piazza sulla giustizia sportiva: “Le decisioni del giudice sportivo sono sempre l’esito di una attenta riflessione ed una approfondita valutazione dei fatti. Non ci limitiamo alla mera lettura dei referti, ma in casi particolari chiediamo un confronto con il direttore di gara per meglio contestualizzare ed oggettivare i fatti”. Apprezzata e molto efficace la proiezione di alcuni filmati riferiti a situazioni di gioco e di intervento arbitrale ed il confronto che si è aperto tra arbitri e pubblico; presente anche il capitano della Gerenzanese Andrea Franchi. Insomma, dalla classe arbitrale saronnese arriva un doppio messaggio, da una parte grande attenzione alla formazione dei giovani arbitri (“Abbiamo incontri formativi e di follow up ogni due settimane”), dall’altra parte sensibilità al dialogo con le società, con i diretti protagonisti del gioco del calcio.

Sempre Rosio: “Un arbitro normalmente comincia la sua attività arbitrale a 15-16 anni dalle categorie giovanili provinciali, come i giovanissimi. Noi li accompagniamo con i nostri tutor ed osservatori e con sessioni formative e di follow up settimanale delle gare dirette la settimana precedente, per supportarne la crescita. Lo step successivo è il passaggio alle categorie superiori e, quindi ai campionati regionali, sia giovanili che dilettanti. Molto dipende dal ragazzo: un arbitro deve osservare una rigida disciplina fatta di molti doveri per mantenere la sua integrità ed obiettività di giudizio, vanno avanti solo quelli davvero motivati”.

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